sabato 29 settembre 2012

piccola contentezza


L'ultima contentezza, anche se piccola, è sempre superiore a tutte quelle passate.

Stamattina mi sento felice e non poteva andar peggio...

Stamattina mi sento felice, e consapevole che non ci sia un modo peggiore per iniziare la giornata perché la felicità, per sua natura, non dura mai molto, e quelle poche volte che lo fa è per dar modo alla tragedia di essere ancora più crudele... La felicità non è il fine della vita, anche se potrebbe essere più delicata nel farcelo sapere... Quel fine è la consapevolezza, anche se potrebbe essere meno misteriosa nel farcelo sapere.

venerdì 28 settembre 2012

Morire ridendo


Quando si dice che si deve vivere per saper morire con dignità, insieme a questo si dice pure che il morire dignitosamente comporta un altro dover vivere per imparare a morire ridendo.

giovedì 27 settembre 2012

In tutta coscienza


L’uomo aveva deciso di acquattarsi per tendersi un agguato. Gli stava sulle palle l’alterigia con la quale la sua coscienza continuamente bocciava le sue scelte di vita, e aveva deciso di farla finita coi complimenti che, da quando si masturbava, le faceva: la mia coscienza è la mia guida, la mia maestra, il mio mentore, la mia consigliera, non posso sfuggirle… in quel momento non gli venivano in mente altri complimenti perché la detestava con tutta l’anima, anzi, in tutta coscienza la odiava proprio…

Diversi tipi di Orgoglio


L'unico orgoglio che mi piace davvero è quello che provo quando mi è andata male una performance sulla quale contavo molto, che so... un'impennata con la moto al funerale di un mio acerrimo nemico e, nel tirare l'impennata troppo a lungo, sbando e finisco in strisciata sulle chiappe contro il carro funebre, e quello dentro la bara se la ridacchia di gusto. Sì, lo so che do da pensare che io non piaccia molto a me stesso, ma siate sinceri... chi tra voi si adora sul serio?

mercoledì 26 settembre 2012

Dita


Questa cosa dell'appartenere a un pirla che crede di essere uno scrittore ci fa impazzire dalla gioia. Lui crede di essere padrone assoluto delle sue dita, mentre noi lo compatiamo solidali. Non che sia facile padroneggiare i suoi pensieri, ma se ci si mette d'accordo non è difficile dargli l'impressione di essere lui a scrivere. La manovra è un poco complessa e differente per ognuno di noi, in dipendenza dei legami sinaptici che abbiamo coi dendriti del suo, chiamiamolo pure, cervello. Sono collegamenti incrociati di ardua gestione, se dovessimo agire in dieci, ma per fortuna il cretino usa solo due di noi, io e il mio corrispettivo dell'altra mano, quelli che di solito usa per mandare affanculo il mondo. Non è strano che, per farlo, l'uomo usi il dito medio, proprio quello che, rappresentando la via di mezzo, dovrebbe essere il più equilibrato? Ma non stiamo a sottilizzare sui misteri dei meandri dell'animale di cui siamo una parte più attiva di quanto lui creda, e concentriamoci sul da farsi, ché lo scemo si sta organizzando per scrivere le solite quattro idee rimescolate tra loro con quella che chiama "creatività". Si tratta, in fondo, di essere più veloci del suo pensiero che, vi assicuriamo, è cosa da niente. La strada che deve fare l'ispirazione, povera in canna che quello si ritrova, per arrivare al risultato finale, è abbastanza lunga da consentirci di anticiparne i funesti effetti. Più o meno funziona così: lui, lo "scrittore creativo", vive alla cazzo pensando di essere un genio della sopravvivenza, e quando la noia lo ammazza si fionda alla tastiera del Mac, e apre la botola del suo ego. Da lì si accede ai bassifondi dell'anima che dà sulla scala a chiocciola che sprofonda nello spirito. Luogo misterioso anche per due dita intelligenti come noi. Da lì recupera una secchiata di sensazioni che lui chiama, pomposamente, "Intuizioni", e le riversa nell'androne della coscienza. Quella, disordinata com'è, le raccatta accumulandole nel pensiero che attiva i neuroni i quali, spintonandosi, ci inviano ordini. Ora che questi arrivano noi due abbiamo già iniziato a scrivere altro. Lui all'inizio ci rimane un po' male, ma poi si convince, essendo suo il corpo, di avere poteri straordinari e ride, meravigliato delle cose che gli consentiamo di leggere. È stupefacente che anche adesso, dopo questa nostra confessione, pensi di essere lui ad averla immaginata…

lunedì 24 settembre 2012

domenica 23 settembre 2012

Il fatto Suo


Più gli ostacoli sono difficili da superare e più si diviene forti, più si è forti e maggiori saranno gli ostacoli da superare e, alla fine, si è sempre lì a recriminare. Più si è intelligenti e meglio si aggirano gli ostacoli, più ostacoli sono stati aggirati e maggiore sarà l'intelligenza che ci dice di essere stanca di girare in tondo. Chi ha organizzato l'esistenza sapeva il fatto Suo... 

sabato 22 settembre 2012

Penitenze


— Padre, mi perdoni perché ho peccato—
— E cosa hai mai fatto di così grave da ansimare in quel modo, figliolo?—
— Ho salutato una suora in modo lascivo—
— Ah... va be', ragazzo mio, dì tre ave Maria e... No, lascia perdere, recita un padre nostro, che è meglio...—

venerdì 21 settembre 2012

Un'adorabile mosca


Un giorno decisi di accarezzare una mosca. Ero al campo che coltivo e questa mi mandava segnali strani di simpatia. Singolare, pensai, io non piaccio a nessuno. Così le misi il polpastrello dell'indice davanti agli occhi e, con molta circospezione, l'avvicinai al suo muso in modo che capisse le mie intenzioni pacifiche. La mosca capì e mi toccò il dito con le zampette anteriori, e di seguito ci salì sopra, assaggiandomi. Dopo un po' tentai di accarezzarle le ali e lei mi lasciò fare senza agitarsi. A memoria ricordavo di aver incontrato più ostacoli con mia moglie... Per farla breve mi si posò sui calzoni, altezza esterno coscia, e poiché era ora di tornare a casa mi diressi verso l'uscita del recinto. La mosca stette posata sui calzoni, seguendomi per le centinaia di metri che mi separano dalla mia abitazione. Non mi lasciò che all'ingresso, dopo aver capito che stavo aprendo la porta. Ebbene, da quel giorno non ho più schiacciato una mosca, anzi no, una un giorno la schiacciai, ma perché mi stava proprio assillando e non era quella con la quale avevo stretto amicizia, era molto più piccola e adesso mi sta angosciando il dubbio che potesse essere sua figlia...

La vecchiaia non mi avrà


La vecchiaia non mi avrà, questo è certo, o quasi. Non sarò nelle file di chi si gioca la pensione a scopa, e neppure sull'unica panchina rimasta vuota al parco, a parlare con tre sopravvissuti del sessantotto, e di come era più buono l'hashish di una volta. No, a me la vecchiaia non mi sorprenderà, obbligandomi a spingere la minzione per superare il blocco dato dalla prostata ipertrofica. Niente da fare, amici miei, io non mi faccio fregare dalla vita che si è dimenticata di me e che, quando se ne ricorda, fa tutto di fretta per recuperarti il tempo che aveva perduto. E poi, con quello che sono aumentati i pannoloni, ma chi me lo fa fare di voler superare i novanta anni di età?

giovedì 20 settembre 2012

Mamma esistenza


Che incredibile sfida è l'esistenza, corre appresso a ogni essere mordendogli le caviglie, e quando un essere si ferma a chiedere il perché di questa tortura l'esistenza tace, guardando e accarezzando, con occhi compassionevoli, il suo amato figlio.

martedì 18 settembre 2012

Esodo


  • — Siamo qui riuniti, amici, perché l'esodo è la nostra unica scelta. È triste, perché portare a termine questa impresa si è rivelato essere un compito al disopra delle nostre possibilità, e tutto questo per uno di noi che ha tradito— 
  •     Un tarlo, triste sotto al bancone, aveva addosso gli occhietti incazzati di tutta la comunità, perché aveva scordato di far sparire il suo mucchietto di segatura.

lunedì 17 settembre 2012

Un bimbo originale


Tutta la mia famiglia, a cominciare dai nonni che mi hanno ospitato a lungo, mi accusava di essere un bimbo originale, e questo a partire dai due anni di età. È qualcosa di analogo al dire che un bambino, però, è simpatico, per non dover ammettere che è brutto. Sul piano del giudizio dato, attorno al grado intellettivo di una creatura, è credenza comune che "originale" sostituisca "simpatico" nel non voler dire "brutto".

Non mi viene un titolo


Faccio così fatica ad accettare le ragioni per le quali non ci si dovrebbe vantare di ciò che si è riusciti a non essere, da trovare meno difficile l'ostentazione dei miei limiti.

Al bar della vita


Sul bancone dell’esistenza i bicchieri pieni si alternavano a quelli vuoti, alimentando l’ebbrezza della vita, ma il tarlo dell’intelligenza, al disotto di quella legnosa evidenza, rosicchiava le certezze alcoliche, relegandole nel vomito che suscitavano. Il frastuono dei desideri non impediva il lavorio di mascelle attraverso il quale, quel minuscolo essere, minava la stabilità dell’illusione.

domenica 16 settembre 2012

Decisioni difficili


È cosa risaputa che non si è mai soddisfatti del riflettere sul quando e cosa decidere e, alla fine, si agisce d'intuito. Il problema si ispessisce quando c'è da scegliere se utilizzare l'intuire istintivo e animale oppure quello superiore e spirituale... Di norma questo tipo di dubbi si tenta di risolverli affidandosi all'intuito. Purtroppo, in questo modo, ci si ritrova a mordersi la coda e la faccenda si fa drammatica per gli umani che la coda non ce l'hanno...

sabato 15 settembre 2012

Morire sorridendo


Quando si è capaci di far morire una propria idea dimostratasi indegna, di uccidere i pensieri volgari che attraversano la mente, di seppellire l'orgoglio di essere migliori del resto del mondo... allora si è anche capaci di saper morire al mondo e, sorridendo, alzare la mano dicendo:— Primo degli ultimi!—...

venerdì 14 settembre 2012

A memoria


Me le facevan studiare a memoria
dicendo sicuri che la mia gioventù
non si sarebbe scordata la gloria
di un poetare che andava su e giù
ricamando parole rivestendo la storia
di sacrifici perduti e scordati dai più

Stampelle lanciate contro il brillare d'ori
mantenersi diritti e continuare la lotta
deflagrare cunicoli non uscendo di fuori
salvar molte vite con la propria condotta
Ma c'era anche un fronte della poesia
che odiava i diversi che faceva la spia

che cantava di orrori come di carnevali
che cingeva di anime i fili spinati
applaudendo mitraglie montate su ali
o portate dai cingoli dei carriarmati
Si chiamava poeta inneggiava alla vita
ma non quella d'altri che per lui è sfiorita

Il D'Annunzio sereno portato in trionfo
sostenuto da mani che celavano il pane
sopra un trono di sesso con qualcosa di gonfio
acclamava l'Italia: Evviva! A me le puttane!
Mi facevan studiare dicendo: È sicuro!
Gli eroi? Tutti uguali, ce l'avevano duro!

Il meridione del mondo


Il caldo, in quell'angolo infernale, era atroce come il dubbio che costrinse un demone ad ascoltare la richiesta espressa da un condannato alle fiamme perpetue:
— Come fate, voi diavoli, a fiutare dove sta la virtù prima di andare ad annientarla?—
Il diavolo non perse tempo a riflettere, e rispose prima che la domanda fosse conclusa
— È lei che ci urla disprezzo, insultandoci dal meridione del mondo—

mercoledì 12 settembre 2012

Dove devo firmare?


Per lui l’orgoglio padano era la più bella tra le virtù. Una virtù che l’aveva allineato al plotone d’esecuzione che imbracciava una penna per giustiziare, abrogandola, una nazione mai nata.
— Dove devo firmare?— chiese al militante padano che gli porgeva penna e foglio
— Dove c’è scritto “Rubiamo a casa nostra”— aggiunse quello
— L’alternativa “Rubiamo a casa d’altri” è per chi ama il meridione—…

lunedì 10 settembre 2012

Lamentele


Si lamentano tutti che Dio è silenzioso, ma vorrei vederli al posto Suo con la coscienza di aver sbagliato a schiacciare il pulsante del congegno che impasta l'argilla...

mercoledì 5 settembre 2012

La prima volta che...


La dignità m'impedisce ti ricordare la prima volta in tutto quello che ho fatto, ma le cose a minor grado di gravità le posso raccontare:
1) prima scopata seria a diciotto anni di età, sedile cinquecento, lei anarchica liberata, io anarchico e basta. Scopiamo scomodi, ma infoiati. La volta successiva lei mi fa:— Oh, non fare come l'altra volta che l'hai infilato tra il mio culo e il sedile...—
2) Prima volta con la moto da cross nella mia prima sfida all'OK corral con una montagnetta due metri alta. Lei mi guarda con aria di sfida, io rispondo alla sua occhiataccia con aria di sfiga. Mai saltato prima, ma troppo orgoglioso per chiedere ad altri, prendo una rincorsa che mi pareva congrua a superare l'ostacolo librandomi tra gli angeli che inneggiavano al mio trionfo. Apro il gas moderatamente, ma poi l'eccitazione mi prende mano e manopola del gas in contemporanea e spicco il volo... Nello stesso momento tragicomico gli angeli stonano un arpeggio da oratorio e i miei muscoli si tendono ad abbracciare le ossa commossi di disperazione, ossa che si girano dall'altra parte per non assistere al dramma che si staglia a un orizzonte troppo in basso e la moto, piegata sul lato del cambio da far impallidire di gelosia gli stunt del cross americani, si distende come avesse avuto le ali in una parabola ellittica che se l'avesse raccontata Gesù oggi la Chiesa cattolica non esisterebbe. Precipito da quasi fermo da un'altezza di quattro metri e la leva del cambio, senza snodo, come usavano a quel tempo i progettisti assassini dell'Husqvarna, mi sfonda lo stivale e mi sbriciola quattro metatarsi. Uno si è salvato ma non si è più ripreso dallo shock.
Scusate, ma altre mie prime volte le racconterò in un altro momento ché devo andare a portare il letame dentro al recinto del campo che coltivo. È per il prossimo anno e deve maturare, almeno lui...

martedì 4 settembre 2012

Per vincere la noia dopo la morte


Se non ci fosse altro da fare dopo aver lasciato questa vita terrena, e se mi riuscisse di trovare posto sulla balconata che si affaccia sulle vite terrestri ancora in affanno... mi delizierebbe sputar giù maledizioni in testa a tutti quelli che si comportano ipocritamente, contraddicendo ciò che fanno in realtà. Certamente, se questa fosse una possibilità reale, dovrei avere delle ghiandole salivari grandi come è grande il pianeta Terra...

Il cardinale Martini e l'eutanasia


Il cardinale Martini, persona che ha riscosso la mia simpatia, in relazione al contrasto con gli alti prelati della Chiesa cattolica escluso il cardinale Tettamanzi, altra persona perbene, è deceduto rifiutando l'accanimento terapeutico. Non è questo che mi ha colpito della sua morte, ma è il fatto che si sia fatto sedare. Ora è noto che qualsiasi forma di sedazione mortifichi la respirazione e il morbo di Parkinson determina la morte per soffocamento. La sedazione, di conseguenza, accelera la morte del paziente ed è da considerarsi, almeno nel caso di questa patologia, una forma particolare e ipocrita di eutanasia. Ipocrita per chi è contrario all'eutanasia così come è stato contrario il cardinale Martini. Lo stesso discorso è applicabile anche a ciò che è avvenuto per Papa Wojtila...

Mi dispiace, in questo caso, dover difendere la verità dei fatti, ma un cristiano che sia pervaso da una fede genuina affronta la morte a testa alta o a testa bassa in dipendenza della qualità del proprio vissuto, ma non si fa sedare. Che pensereste del Cristo se questi si fosse fatto fare, sulla croce, un'iniezione di morfina?

La paranoia e la fissa


La paranoia cresce o decresce, la fissa è stabile. La paranoia arriva improvvisa, la fissa ha l'abbonamento. La paranoia è contagiosa, la fissa viene compatita. La paranoia ha la sua ragione d'essere, la fissa ha le sue ragioni di essere. La paranoia, se uno ci riflette sopra e vede che è ben motivata... diventa fissa, la fissa, se uno ci riflette sopra e vede che è ben motivata... diventa paranoia della fissità. È questo il primo passo verso la guarigione, ma appena si è guariti... subentra la paranoia di ammalarsi di nuovo e, se non ci si ammala in un tempo ragionevole... quella paranoia ridiventa fissa.

Il "buon senso"


Poche cose sono insensate come ciò che è ritenuta essere la ragione, anche chiamata, generalizzando atrocemente, "buon senso", come se la quantità delle opinioni replicate possa aumentare la loro qualità. Ora, è noto a tutti che per "senso" deve intendersi la direzione; ed è noto a pochi che è la direzione a definire la qualità, sia degli elementi che sono formati da molecole la cui disposizione spaziale determina le differenze qualitative che separano gli elementi stessi, che delle intenzioni, le sole che abbiano sulle loro spalle le responsabilità degli atti successivi. L'opinione che la ragione sia sempre rispettosa del senso più appropriato dovrebbe suscitare, negli intelletti desti, scalpore, e lo suggerisce lo spettacolo deprimente che sta fuori dalle nostre finestre, ma troppo spesso anche all'interno dei nostri cuori...

sabato 1 settembre 2012

Gli ammiratori (o "fun" che dir si voglia)


Non vorrei avere ammiratori per tutto l'oro del mondo, ma darei la mia vacillante fede in cambio di un manipolo d'invidiosi. Gli ammiratori si distinguono dagli invidiosi per alcune caratteristiche impronunciabili, la più importante delle quali è il loro aver sostituito il sentimento d'invidia con quello della gelosia. Gli ammiratori sarebbero disposti, nella piena tranquillità di coscienza (posto che ne abbiano una), a sterminare la famiglia del loro idolo per poi passare all'arma bianca i suoi amici d'infanzia, insieme ai parenti fino alla terza generazione, così da far terra bruciata intorno ai sentimenti del loro eroe che è poi, nella loro mente disturbata, l'unica condizione possibile a che Lui si accorga della loro esistenza posticcia.

Stelle


Le stelle sono, per noi, così grandi e piccole allo stesso tempo, emananti una luce che dura più della loro stessa esistenza, sono un simbolo del Mistero per l'uomo, silenzioso allo stesso modo della centralità spirituale che si riflette in ogni esistenza. Non è possibile volgere lo sguardo alle stelle ignorando il sussulto del nostro spirito al quale il loro ammiccare è rivolto. Forse, la prima domanda, uscita dall'oscurità interna dell'uomo, è nata per voler rispondere al generoso buio che ci sorride della loro luce...

Un morire incessante


Circa ogni sette anni tutte le nostre cellule sono sostituite da altre nuove, le quali si appiccicano attorno al misterioso nucleo centrale della nostra identità individuale. Per questo si deve dire che la morte non arriva una sola volta, ma è un processo continuo di rinnovamento. Non tutte le cellule, però, subiscono la morte a contratto, quelle del cervello resistono imperterrite, per conservare in sé un sapere che non vale il loro sforzo di rimanere vive...
Mentre scrivevo questa inezia ottocento milioni di mie amate cellule mi hanno lasciato quasi solo, ed erano tutte indispensabili a svolgere funzioni che ignoro. Mi resta solo da sperare di non avere sorprese oggi, allo Stadio, a vedere la partita... già non mi ricordo più giocata da chi, contro chi...